1Le relazioni fraterne: introduzione.

 

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fra Elia Coviello ffb

 

  • Tema dell’anno. Trilogia. “Fraternità: cammino verso Dio-Amore”. 1. Fraternità: luogo di incontro con Dio (ricapitolazione anno scorso, brevis…). 2. Le relazioni fraterne. 3. Fraternità e servizio.
  • Presentare la concatenazione delle catechesi dell’anno. Anno della Vita Consacrate (predicatore)… Giubileo della Misericordia…
  • Questa prima cat. Introduttiva importante… le linee direttive di tutto l’anno.

 

  • Il tema di quest’anno, le relazioni fraterne, molto importanti per la vita dei ns. GAD.
  • I GAD sono dei “gruppi”, ma non di monadi, bensì di “familiari”, i “Familiari di Betania”
  • Intessere relazioni familiari, quindi conoscenze non superficiali ma profonde…
  1. Affetto/amore reciproco, una sorte di “dipendenza” e richiamo del cuore…
  2. “Di Betania”: relazioni fraterne a modello del Vangelo, in part. del ns. carisma…, cioè ricchezza della Betania evangelica, della dimensione mariana e francescana della nostra spiritualità.

Ergo quest’anno dobbiamo lavorare e crescere su questi punti

 

  • In particolare quest’anno dobbiamo lavorare come singoli GAD su:
  1. Ogni settimana, momento fraterno dopo preghiera…
  2. Impegnarci di più nella conoscenza reciproca: telefonarsi, incontrarsi, interessarsi…
  3. Possibilità di momenti di fraternità extra (oltre inc. sett. e rit. mensile Cella), per aiutare la vita fraterna: es. gite, ritiri, cene ecc.
  4. Impegno missionario, ad extra (cf. EG papa Francesco): gruppo sempre aperto a nuove persone.
  • ? Ma io sono veramente convinto della bellezza e dell’importanza del gruppo di preghiera?… Fond. per la Chiesa…
  • Se sì, perché non ho quella gioia e quell’ardore interiore di comunicarlo ad altri?
  • L’annuncio e la missione immanente alla dinamica della fede e del credere (papa Francesco)…
  • Vi propongo un impegno concreto in quest’anno delle r.f.: ogni membro del GAD deve portare fino a giugno almeno un amico, parente, conoscente…

! è una grande carità che fate a questa persona, riscoprire la preghiera vuol dire riscoprire la fede, la speranza, la gioia e la pace.

! è un’opera di misericordia spirituale molto gradita a Dio e che vi ritroverete…

 

Per far questo la bussola spirituale:

Rm 12,9-10: “La carità non sia ipocrita: detestate il male, attaccatevi al bene; amatevi gli uni gli altri con affetto fraterno, gareggiate nello stimarvi a vicenda”.

  • La carità “non sia ipocrita – non abbia finzioni”.
  • Bell’esame di coscienza a tante nostre relazioni da “sorriso pubblicitario”…

… anche tra frat. e sor. in Cristo, ovvero nella verità, e nell’amore…

  • Nelle relazioni dei nostri GAD una bella spazzata a tanta facciata e perbenismo da “conoscente”.

à che i nostri saluti e i “come va? Come stai?” non siano convenevoli…

  • Sincerità, chiarezza e trasparenza. In tutte le relazioni del nostro GAD, a tutti i livelli.
  • Che ci sia questa “carità” però!

à che almeno si veda: fuori (sorrisi, gioia, volti distesi, accoglienza) e dentro (aria serena, non tensioni, volersi davvero bene, sentirsi a casa).

à in primis ricordare nella preghiera le necessità dei vari membri del GAD…

à gruppo aperto nella carità a nuovi membri: pregare per coloro che verranno ad attingere l’acqua della grazia al nostro gruppo, anche per coloro che verranno per un sorso una sola volta, per un solo bicchiere d’acqua: il “Signore non dimenticherà”…

  • Amatevi gli uni gli altri con affetto fraterno”.
  • Ricordiamoci Testamento di Gesù: “Amatevi gli uni gli altri come io ho amato voi”. à prima quell’Io, imp.!
  • Tra di noi deve circolare il suo amore… se no è finita…! Poveri noi!

à guardare e amare il nostro prossimo così come lo guarda e ama Dio.

Proviamo a fare questo esercizio…

à verranno a noi sentimento di tenerezza e di perdono che non avremmo immaginato mai di avere…! Provare per credere!

  • “Con affetto fraterno” à Lui è il papà e noi i suoi figliolini.
  • A Lui non dà tanto dispiacere e dolore se facciamo ogni tanto qualche marachella… ma se litighiamo spesso tra noi, se non ci vogliamo bene, se non ci aiutiamo e se non ci perdoniamo… proprio come un papà…
  • Provare veramente a sentirci e trattarci come fratelli e sorelle.

à !!! Se noi cristiani prendessimo seriamente quello che professiamo nel credo, anche solo il linguaggio con il quale ci chiamiamo (fratelli e sorelli, figli, Dio-papà ecc.) sarebbe la Vera ed Unica e Totale Rivoluzione e il Mondo Cambierebbe Immediatamente…

  • Gareggiate nello stimarvi a vicenda”.
  • “Gareggiate” à termine sportivo à arrivare per primi. Non esiste, nello sport serio, agonistico, il detto “l’importante è partecipare”. No: ci si allena per vincere e per arrivare primi!
  • Prendere cioè così seriamente il nostro volerci bene, il nostro vivere da fratelli e sorelle come se mi stessi preparando per l’Olimpiade, con gli stessi seri e severi allenamenti…
  • “nello stimarvi a vicenda”, cioè (un po’ un esame di coscienza):
  • io stimo quando l’altro del gruppo fa’ il suo intervento…?

O sono tutto preso dal mio cervello e dal mio io (quello che dovrò dire e quello che poi gli altri penseranno di me!) che non mi accorgo che lo Spirito mi sta, mi vuole parlare attraverso la bocca del fratello?

–   Sono disposto ad imparare dal fratello, a imitarlo nel positivo, da chi ha più esperienza di me, da ognuno che ha il suo carisma?

  • Dirsi in faccia e alla spalle, solo le cose positive;
  • Crearsi una mappa mentale, un “catalogo” delle persone solo per le loro qualità ed i loro pregi

à vivremmo anche più sereni e rilassati, col sorriso…

à se ho bisogno di un consiglio, di una cosa, so subito a chi chiederlo…

  • Imitare le qualità positive di chi mi sta accanto

à es.: vorrei pregare in maniere fervorosa come quel novizio, vorrei avere l’accoglienza sempre disponibile di fra Lorenzo, vorrei avere la dedizione per la cucina di sor. Roberto, la profondità e la bellezza del canto di sor. Anne Marie, la saggezza e la prudenza di fra Luigi, la precisione e la fedeltà di sor. Paola, l’umiltà di fra Giancarlo ecc.

à fare spesso questo esercizio, provate a farlo con i membri del vostro Gad..

  • Se non ci riuscite si vede che dobbiamo fare un bel cammino di “con-versione”, imparare a vedere il mondo e gli altri in maniera più cristiana, come li vede il nostro Padre Buono dei Cieli “che fa splendere il sole e fa piovere…”

 

– Nostro fra Paolo C. a Terlizzi 08.10.15 (a noi religiosi ma va bene anche per voi): «Chi si apre veramente alla relazione con Dio diventa fattore di comunione in mezzo ai suoi fratelli e sorelle.

Il vero banco di prova della nostra vita spirituale è la nostra vita fraterna! Non il nostro apostolato! Qui c’è la vita religiosa».

 

Tutto questo discorso di Rm 12,9-10, oltre che a livello personale, lo si deve trasportare, trasferire in chiave funzionale, carismatica e ministeriale nel Gruppo.

Cosa significa?

Riscoprire e vivere – come ben sanno chi ha camminato un po’ nei “vecchi” gruppi del RnS – i vari carismi e ministeri-servizi del nostro GAD.

  • Catechesi di sor. Angela Caccamo qui a Cella il 30.05.15 ai responsabili dei gruppi ed ai pastorali. È molto importante, va ripresa con calma.
  • Oggi mi pare opportuno lanciare a tutti questa importante opportunità di crescita, almeno nelle linee essenziali.
  • I ministeri si fondono sulla teologia del corpo mistico. La Chiesa è un corpo, con vari membra, ognuno ha la sua funzione…

à è Cristo che ha dato alla sua Chiesa questa struttura. Gerarchica e ministeriale.

à sempre coordinati dal Pastorale di servizio, chi ce l’ha…

à tutta è sempre animata dallo Spirito e dalla profezia…

 

 

 

  • Alcuni ministeri che ogni gruppo GAD dovrebbe avere e su cui in seguito possiamo tornare con maggiore calma per approfondirli.
  • Animazione della preghiera…
  • Ministero dell’accoglienza…
  • Ministero della misericordia e della consolazione…
  • Ministero dell’intercessione…
  • Ministero dell’evangelizzazione… (cf. cat. Angela C.).

 

  • Concludo, come fece sor. Angela C., con un invito di San Simone, sec. IX:

Cristo non ha mani, ma chiede le tue mani;

Cristo non ha piedi né più chiodi, chiedi i tuoi piedi…;

Cristo non ha lingua, ma chiede la tua lingua…;

Cristo vuole vivere in te”.

 

Lode e Gloria a Te, Signore Gesù!

 

 

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