Lo Spirito parla alla sette chiese. Catechesi sulle 7 lettere dell’Apocalisse di san Giovanni apostolo
fra Stefano P. FFB

Smirne

[8]All’angelo della Chiesa di Smirne scrivi:Così parla il Primo e l’Ultimo, che era morto ed è tornato alla vita: [9]Conosco la tua tribolazione, la tua povertà – tuttavia sei ricco – e la calunnia da parte di quelli che si proclamano Giudei e non lo sono, ma appartengono alla sinagoga di satana. [10]Non temere ciò che stai per soffrire: ecco, il diavolo sta per gettare alcuni di voi in carcere, per mettervi alla prova e avrete una tribolazione per dieci giorni. Sii fedele fino alla morte e ti darò la corona della vita. [11]Chi ha orecchi, ascolti ciò che lo Spirito dice alle Chiese: Il vincitore non sarà colpito dalla seconda morte.

Pergamo

[12]All’angelo della Chiesa di Pèrgamo scrivi:Così parla Colui che ha la spada affilata a due tagli: [13]So che abiti dove satana ha il suo trono; tuttavia tu tieni saldo il mio nome e non hai rinnegato la mia fede neppure al tempo in cui Antìpa, il mio fedele testimone, fu messo a morte nella vostra città, dimora di satana. [14]Ma ho da rimproverarti alcune cose: hai presso di te seguaci della dottrina di Balaàm, il quale insegnava a Balak a provocare la caduta dei figli d’Israele, spingendoli a mangiare carni immolate agli idoli e ad abbandonarsi alla fornicazione. [15]Così pure hai di quelli che seguono la dottrina dei Nicolaìti. [16]Ravvediti dunque; altrimenti verrò presto da te e combatterò contro di loro con la spada della mia bocca. [17]Chi ha orecchi, ascolti ciò che lo Spirito dice alle Chiese: Al vincitore darò la manna nascosta e una pietruzza bianca sulla quale sta scritto un nome nuovo, che nessuno conosce all’infuori di chi la riceve.

Ricordiamo che queste 7 profezie parlano a ognuno di noi, a tutta la chiesa.

A queste due comunità, ma anche a ciascuno di noi Gesù ha qualcosa da dirci. Quindi ci soffermiamo su altre due importanti comunità cristiane, due importanti centri:  Smirne e Pergamo. Gesù il risorto dice a queste due chiese qualcosa e quindi anche a noi. Quindi disponiamoci all’ascolto di ciò che lo Spirito vuole dire a ciascuno di noi perché possiamo camminare anche noi in quella gioia che solo lo Spirito può dare.

Innanzitutto, lo schema delle profezie, che voi avete sul foglietto ricordiamo è sempre lo stesso per tutte e sette le chiese. Indirizzo: “All’angelo della chiesa di Smirne….”  Smirne era una grande città della Asia Minore, un porto molto prosperoso, c’erano templi, quindi con grande tradizioni religiose pagane fiorenti come Efeso. Non solo.  Ma fu anche un fiorente centro cristiano, una chiesa con una importante tradizione cristiana. Nei secoli successivi Smirne darà alla chiesa dei grandi nomi:  S. Policarpo martire che fu discepolo diretto di san Giovanni evangelista  e Ireneo di Lione, padre della chiesa  che ha confutato molte eresie. Entrambi  erano di Smirne.  Smirne era famosa anche per un altro motivo: era una città posta su una collina e la parte alta della città contava una Acropoli  ove ogni atleta sognava che il proprio nome fosse iscritto: una città che prometteva perciò una corona di gloria per chi era veramente valido e bravo. Allora città importante per i giochi e per gli atleti, spesso avvenivano gare come un po’ per le olimpiadi. Ogni atleta che partecipava a queste gare sognava che il proprio nome e statua fosse messa nell’olimpo  dell’acropoli della città di Smirne. Questo è importante perché Gesù stesso il risorto riprenderà questo accenno a questa corona importante al versetto 10: “Sii fedele fino alla morte e ti darò la corona della vita..”.  La città di Smirne era così importante per gli atleti che un autore  contemporaneo al tempo di san Giovanni, Apollonio diceva, in riferimento alla città di Smirne,  che è importante trovare nell’olimpo della città non solo chi è bravo nei giochi, nell’atletica, chi è bravo fisicamente  ma soprattutto chi è bravo nella virtù  e in questo tu o Smirne devi distinguerti, diceva Apollonio: nella crescita della virtù e non solo nella crescita dello sport: un attenzione all’esercizio delle virtù da parte dei pagani!!!

smIrne significa anche qualcosa di importante e forse per questo che Giovanni mette sulle labbra di Gesù risorto un messaggio per la chiesa di Smirne. Smirne infatti vuol dire  amaro, amarezza: questo già ci da un indicazione della chiesa di Smirne: è una chiesa che conoscerà la  tribolazione per il nome di Cristo, che per essere fedele all’insegnamento di gesù deve soffrire fino alla morte. In effetti proprio per ciò, per il grande impegno di questa comunità cristiana a vivere il Vangelo, per questo onore di soffrire, tribolare per il Signore  che il Risorto non muove alcun rimprovero, al contrario di tutte le altre chiese. Gesù non muove alcuna obiezione. Talmente è grande l’impegno della comunità cristiana di Smirne a vivere il vangelo  che   Gesù è contento di questa chiesa perché molto tribolata. Gesù approva questa chiesa Gesù risorto le dice che è contenta di lei, proprio per la tribolazione. Era una chiesa viva e fiorente  anche dal punto di vista numerico anche se  la gente che ne faceva parte era molto povera, semplice. Sono un po’ come i poveri del vangelo. Quindi l’apocalisse dice:  “9 (vers.)Conosco la tua tribolazione, la tua povertà – eppure sei ricco”. Ricchi non tanto materialmente, ma ricchi della fede del Signore. A Gesù risorto non sfugge questa ricchezza. La vera ricchezza sembra dirci lo Spirito in questa profezia di questa comunità è proprio la tribolazione.  I membri di questa chiesa sono poveri è vero materialmente, ma sono ricchi,  e la tribolazione proprio lei li rende ricchi.

Gesù risorto dice che c’è qualcuno che perseguita questi cristiani di Smirne e Gesù indica gli ebrei, dei giudei come Satana, “sinagoga di satana”. Perché un’espressione così forte per parlare dei giudei? Perché cosa è questa sinagoga di satana?  Noi sappiamo ( e già san Giovanni nel vangelo aveva parlato del contrasto del rifiuto dei giudei verso Gesù) che   i giudei che erano i depositari della legge, coloro ai quali era stata diretta la parola di Dio, il popolo eletto proprio loro non accolsero Cristo, la sua persona  e il suo insegnamento e allora sono proprio loro alla fine  che porgono il rifiuto più aspro e la guerra più aspra  e rifiuto  alla primitiva comunità cristiana.  Leggiamo:  “conosco  la bestemmia da parte di quelli che si proclamano Giudei e non lo sono, ma sono sinagoga di Satana”.  L’espressione calunnia che abbiamo ascoltato  si può tradurre anche bestemmia, blasfemia e qual è questa bestemmia?  e questa bestemmia, l’unica vera bestemmia per Giovanni è il rifiuto di Gesù che porta a compimento tutte le promesse.   Questo vuol dire rifiutare. La sinagoga si è macchiata di questo peccato: della bestemmia:  Il rifiuto di colui che porta a compimento tutte le promesse antiche. E questo rifiuto è un rifiuto grave.   Allora ecco che Gesù profetizza per la comunità di Smirne, e quindi per tutta la chiesa,  la tribolazione, la persecuzione. Dice: avrai da soffrire.   “Non temere ciò che stai per soffrire: ecco, il diavolo sta per gettare alcuni di voi in carcere per mettervi alla prova, e avrete una tribolazione per dieci giorni”.

Gesù parla di 10 giorni di tribolazione, di persecuzione. 10 simbolicamente indica qualcosa di breve ma intenso, importante così sarà la persecuzione. Ci sarà da soffrire una perseuczione breve, ma molto intensa, cosa che effettivamente accadrà in questo periodo. Il messaggio di fondo è:  Gesù dice che alla chiesa non sarà risparmiata niente: la sofferenza, la morte, proprio niente verrà risparmiato però come dice Gesù ai credenti di Smirne proprio in ciò c’è il grande valore e ricchezza davanti agli occhi di Dio della chiesa: nella persecuzione ci si rende simili a Gesù.

Ecco che allora comprendiamo perché all’inizio della lettera  Gesù si definisce il primo e l’Ultimo colui che era morto ma che è il vivente  e che ora vive. “Così parla il Primo e l’Ultimo, che era morto ed è tornato alla vita”. Se leggiamo i primi versetti di Ap.  tra i primi titoli per il Signore vi è il titolo il Primo e l’ultimo  c’è perché è la stessa cosa della comunità di Smirne. Anche Smirne vive la stessa cosa: vive la morte continua, fatta di dolore e tribolazione,  vive la tribolazione, ma in questa morte Smirne fa la stessa esperienza di Gesù cioè  anche della resurrezione, risurrezione profonda.

Ecco allora il messaggio, la promessa  dello Spirito dice alla chiesa:  non sarà colpito dalla morte seconda.  “Il vincitore non sarà colpito dalla seconda morte”.

Gesù parla della morte seconda. Dovrebbe esserci famigliare questa espressione della morte seconda. Ci fu un santo che ne ha parlato, vi ricordate chi?  S. Francesco pure parlerà della morte seconda nel cantico delle creature: chi crede, chi è fedele  non sarà colpito dalla morte seconda, ma cosa è la morte  seconda : se la prima morte è quella del corpo e non è da temere (non temete coloro che possono uccidere il corpo), la seconda è la separazione definitiva e perpetua dalla persona di Gesù: da questa morte dobbiamo guardarci: è esperienza che fin quando siamo sulla terra tutti possiamo fare purtroppo, possiamo infatti dire di si o no a Dio, nessuno è confermato in grazia . Allora soltanto noi come comunità, come chiesa se viviamo,  come fece Smirne, nel vivere la difficoltà senza paura unito a Gesù non  conosceremo la morte seconda. Forse conosceremo la morte prima, quella del corpo, del martiro, ma certamente non la morte seconda. E questo è il messaggio alla chiesa di Smirne.

Un altro messaggio che Gesù da ad ognuno di noi è il messaggio alla Chiesa di Pergamo. Pergamo fu pure una città importante all’epoca, alla fine del primo secolo, era la capitale romana dell’Asia minore, l’attuale Turchia . E’ città di grande tradizione culturale con una  gigantesca biblioteca (200,000 volumi). La fu inventata la pergamena, la carta ove si scriveva nell’antichità e prende infatti il nome da Pergamo; la pergamena era un supporto molto più resistente sul quale scrivere rispetto alla carta di papiro molto più fragile e facilmente deteriorabile  .  Città romana, capitale della provincia romana molto importante. Questo significava una cosa importante:  a Pergamo, città romana si praticava lo IUS GLAUDI. Cosa era? Nei racconti della passione di Gesù viene detto una cosa importante:  che i giudei sotto i romani non potevano mettere a morte nessuno se non sotto la autorizzazione di Roma, era Roma che si doveva prendere la responsabilità di mettere a morte qualcuno:  questo era lo IUS GLAUDI. Nella città di Pergamo si esercitava il diritto della spada. Cioè nella città di Pergamo  Roma aveva l’autorità di mettere a morte qualcuno, i condannati che non potevano essere uccisi dai giudei.  Ecco perché Gesù parla alla città di Pergamo di una spada a due tagli. Lui stesso si presenta così, si da il titolo: “Così parla Colui che ha la spada affilata a due tagli”. In questa città appunto dove si esercitava il diritto della spada,  Gesù però si definisce come colui che ha la vera spada, a due tagli, a doppio taglio. E qual è questa spada a doppio taglio? La spada a doppio taglio è nella Scrittura la Parola di Dio, userà tale espressione la lettera agli ebrei (la parola di Dio più penetrante di una spada a doppio taglio) ma anche il Salmo 149: fedeli che sorgono con la spada a due tagli nelle loro mani, che è la Parola di Dio. C’è allora qualcosa di più importante della spada dello ius glaudi , del diritto romano, ossia il diritto della parola di Dio su ciascuno di noi.

Comunque questo diritto della parola di Dio si comprende solo alla fine della profezia alla chiesa di Pergamo.  Ed è su questo che poi dobbiamo soffermarci, è su questo che lo Spirito ci interpella.

C’è un approvazione per la chiesa di Pergamo. “So che abiti dove Satana ha il suo trono; tuttavia tu tieni saldo il mio nome e non hai rinnegato la mia fede neppure al tempo in cui Antìpa, il mio fedele testimone, fu messo a morte nella vostra città, dimora di Satana”. Gesù dice “Io so dove tu abiti” dove satana ha il suo trono. Ma cosa è questo trono? Anche Pergamo città cosmopolita presentava  molti culti pagani, tra cui il culto al Dio ASCLEPIO, tra i più importanti culti,  il dio della medicina, della guarigione. Vi era un grosso santuario per questo Dio. Vi erano numerosi pellegrinaggi per chiederla la guarigione a tale dio. Il trono di satana di cui parla Giovanni è proprio questo tempio: simbolo del paganesimo, di tutto ciò che si oppone alla fede nel vero Dio.

Anche qui si parla di tribolazione. Pergamo ha una tribolazione però differente rispetto a quella di Smirne. Per Smirne si parla di una persecuzione vera e propria, qui per Pergamo è una persecuzione più sottile rispetto a quella di Smirne. Pergamo era città cosmopolita, culturale, dove esisteva un umanesimo laico, dove ogni culto andava bene  e così ogni filosofia. Per cui  i cristiani che si presentavano con una dottrina estremamente esigente  e fissa su alcuni punti erano presi in giro e non con serietà  davanti al grande ventaglio di proposte dottrinali e filosofiche che sembravano più allettanti  e affascinanti rispetto  al cristianesimo e quindi attiravano più persone. E’ una persecuzione di presa in giro potremo dire che però da i suoi martiri.    Si parla qui  anche di un certo Antipa (non sappiamo chi fosse, sicuramente un fedele della comunità che aveva subito qualche persecuzione) che avrebbe pagato comunque con la vita.

C’è anche una accusa verso colui che professano la dottrina di Baalam. “Ma ho da rimproverarti alcune cose: presso di te hai seguaci della dottrina di Balaam, il quale insegnava a Balak a provocare la caduta dei figli d’Israele, spingendoli a mangiare carni immolate agli idoli e ad abbandonarsi alla prostituzione.  Così pure, tu hai di quelli che seguono la dottrina dei nicolaìti” In cosa consiste questa dottrina? Questa dottrina induce i suoi fedeli a mangiare carne sacrificata agli idoli e a fornicare.  Baalam (lo troviamo negli oracoli messianici nel libro dei Numeri: un indovino che spinto da Balak doveva maledire Israele e invece poi investito dallo Spirito di Dio benedice Israele  e nella benedizione pronuncia un oracolo messianico. Bene secondo la tradizione Baalam  aveva trascinato Israele all’idolatria.  Nel libro dei Numeri (23,1; 31,16) si trova che Balaam suggerì a Balak di attirare gli israeliti nell’idolatria con l’aiuto delle figlie di Moab. Questi seguaci della dottrina di Balaam miravano ad un sincretismo con i culti pagani di Pergamo. La Chiesa di Pergamo tollera pure alcuni aderenti ai Nicolaiti, rifiutati invece con vigore ad Efeso.  Allora viene denunciata a Pergamo la idolatria nel senso della fornicazione, della prostituzione – la fornicazione, prostituzione è simbolo dell’idolatria, di prostituirsi ad un altro dio. E come si era manifestata concretamente questa idolatria? Pergamo offriva molti culti ed era molto difficile non rimanere affascinati da questi culti. Era difficile rimanerne immuni, difficile non mescolarsi. Perché c’era il concetto che tanto una strada vale l’altra  e per cui molti cristiani partecipavano a culti pagani ritenendo che non ci fosse niente di male, un po’ come accade oggi nel sincretismo religioso. Questo è ciò contro cui si scaglia Gesù risorto.  Il male, il peccato evidenziato è quello di svendere la propria fede, la purezza del proprio credo in vista di un ecumenismo che invece è in realtà un irenismo: cioè  tanto tutto va bene senza nessun discernimento critico. Tutto va bene, tutto è buono. Quanto è attuale questa profezia!!!

Di fronte a QUESTA accusa Gesù da un esortazione:Convertiti dunque; altrimenti verrò presto da te e combatterò contro di loro con la spada della mia bocca”. Verrò fra poco, sono vicino, il mio giudizio è vicino  e verrò con la spada della mia bocca. Allora questo è il vero diritto della spada, Gesù ha il vero diritto della spada, Gesù sottopone la chiesa di Pergamo al giudizio della sua parola: è un modo di dire la mia parola è chiara, rimane in eterno, scegli o stai dentro o stai fuori, o rimani fedele a questa parola o vai verso altri culti, non puoi vivere il compromesso, con due piedi in una scarpa, non è possibile.  “Chi ha orecchi, ascolti ciò che lo Spirito dice alle Chiese”.

Ecco che Gesù promette qualcosa a colui che rimane fedele (al vincitore), che decide di vivere la parola.  “Al vincitore darò la manna nascosta e una pietruzza bianca, sulla quale sta scritto un nome nuovo, che nessuno conosce all’infuori di chi lo riceve”. Egli promette la manna nascosta. Perché questa manna nascosta? Secondo alcuni Targum (commentari ufficiali dell’AT) la manna che i padri avevano avuto nel deserto per essere sfamati nel loro cammino era soltanto una pallida immagine della vera manna mandata, che sarebbe scesa sulla terra  con il Messia. Gesù riprende questa immagine, questa tradizione per dire alla chiesa di Pergamo che se tu sarai fedele quella  manna promessa nei tempi messianici sarà per te, come a dire io ti sfamerò, io ti riempirò  non avrai più bisogno di mangiare carni degli idoli perché io stesso ti darò da mangiare.

C’è l’immagine poi  della pietra bianca. “Al vincitore darò la manna nascosta e una pietruzza bianca sulla quale sta scritto un nome nuovo, che nessuno conosce all’infuori di chi la riceve” . Cosa significa? Le pietre bianche avevano nell’antichità una grande importanza. Quando fu scritta l’Apocalisse, una pietruzza bianca era il simbolo dell’innocenza. Quando si doveva essere giudicati in tribunale per un reato, una pietra bianca significava l’assoluzione, e una pietra nera colpevolezza. Ricevere una pietra bianca significa che sei libero dalla condanna. Tu sei stato provato e sei stato trovato degno. Per esempio nell’ambito forense si decideva della innocenza o colpevolezza di una persona in ambito giuridico mettendo una pietruzza bianco  o nera in un contenitore. In base al colore predominante l’imputato era dichiarato colpevole o meno. La pietruzza bianca ricorda la pietra bianca che si dava al vincitore nei combattimenti pubblici. Ma la pietruzza bianca serviva anche per accedere ai giochi, un po’ come un biglietto,  oppure era usata come una fische, tessera usata per ricevere cibo. Ciò che è importante per noi è il bianco. Nell’ambito dell’Apocalisse il bianco ha sempre a che fare con l’ingresso nella dimensione divina, con l’ingresso nella direzione di Dio, con la divinità,  nella santità divina. Gesù promette una  pietruzza bianca, cioè promette a colui che si mantiene fedele (al vincitore) l’ingresso al cospetto  della santità stessa di Dio e poi su questa pietruzza bianca sarà scritto un nome nuovo che nessuno conosce. Il nuovo nome che Gesù risorto dona è una nuova esistenza, una nuova  identità da risorti, di persone che sono completamente amici  di Dio,  avvolte dalla luce di Dio.  Questo Gesù promette.

Allora lo Spirito cosa dice a  noi questa sera ? Ognuno di noi  è sottoposto al giudizio di questa spada di Dio, di Gesù, di questa parola. Dove siamo noi davanti a questa spada, di fronte a tale parola così esigente, sempre così attenta a dirci cosa dobbiamo fare, noi dove siamo?  Viviamo anche noi con il compromesso come la città di Pergamo? Se questo avviene allora svegliamoci, riprendiamoci.  Gesù vuole che aderiamo a questa parola senza sconti e compromessi e allora solo allora parteciperemo anche noi di questa beatitudine, di questa manna nascosta, di questo nome nuovo:  ognuno allora potrà avere il suo nome iscritto sulla pietruzza bianca che Dio darà a ciascuno di noi.