Lo Spirito parla alla sette chiese. Catechesi sulle 7 lettere dell’Apocalisse di san Giovanni apostolo
fra Stefano P. FFB

 

Alla chiesa di Tiatira e Sardi Apocalisse 2, 18-28 3, 1-6

Ap 2,18 All’angelo della Chiesa che è a Tiàtira scrivi: «Così parla il Figlio di Dio, Colui che ha gli occhi fiammeggianti come il fuoco e i piedi simili a bronzo splendente. 19 Conosco le tue opere, la carità, la fede, il servizio e la costanza e so che le tue ultime opere sono migliori delle prime. 20 Ma ho da rimproverarti che lasci fare a Gezabele, la donna che si dichiara profetessa e seduce i miei servi, insegnando a darsi alla prostituzione e a mangiare carni immolate agli idoli. 21 Io le ho dato tempo per convertirsi, ma lei non vuole convertirsi dalla sua prostituzione. 22 Ebbene, io getterò lei in un letto di dolore e coloro che commettono adulterio con lei in una grande tribolazione, se non si convertiranno dalle opere che ha loro insegnato. 23 Colpirò a morte i suoi figli e tutte le Chiese sapranno che io sono Colui che scruta gli affetti e i pensieri degli uomini, e darò a ciascuno di voi secondo le sue opere. 24 A quegli altri poi di Tiàtira che non seguono questa dottrina e che non hanno conosciuto le profondità di Satana – come le chiamano -, a voi io dico: non vi imporrò un altro peso. 25 ma quello che possedete tenetelo saldo fino a quando verrò. 26 Al vincitore che custodisce sino alla fine le mie opere darò autorità sopra le nazioni. 27 le governerà con scettro di ferro, come vasi di argilla si frantumeranno, 28 con la stessa autorità che ho ricevuto dal Padre mio; e a lui darò la stella del mattino. 29 Chi ha orecchi, ascolti ciò che lo Spirito dice alle Chiese».

Ap 3,1 All’angelo della Chiesa di Sardi scrivi:
Così parla Colui che possiede i sette spiriti di Dio e le sette stelle: Conosco le tue opere; ti si crede vivo e invece sei morto. 2 Svegliati e rinvigorisci ciò che rimane e sta per morire, perché non ho trovato le tue opere perfette davanti al mio Dio. 3 Ricorda dunque come hai accolto la parola, osservala e ravvediti, perché se non sarai vigilante, verrò come un ladro senza che tu sappia in quale ora io verrò da te. 4 Tuttavia a Sardi vi sono alcuni che non hanno macchiato le loro vesti; essi mi scorteranno in vesti bianche, perché ne sono degni. 5 Il vincitore sarà dunque vestito di bianche vesti, non cancellerò il suo nome dal libro della vita, ma lo riconoscerò davanti al Padre mio e davanti ai suoi angeli. 6 Chi ha orecchi, ascolti ciò che lo Spirito dice alle Chiese.

Questa lettera alla comunità di Tiatira e la sua profezia è  molto  importante per la sua posizione: è posta al centro delle 7  lettere, è la lettera centrale quindi vi è un significato, un messaggio sicuramente  particolare.

Tiatira al tempo dell’apocalisse era (stranamente per essere la centro) rispetto alle altri grandi città che abbiamo già visto, una città sconosciuta, la più sconosciuta tra queste sette città; non aveva importanza ne culturale, ne commerciale eppure Giovanni pone questa profezia,  la lettera indirizzata a questa comunità al centro delle 7 lettere e profezie, perché l’evangelista fa una cosa del genere, per quale motivo? Evidentemente perché è questo lo spirito, lo stile  del vangelo: mettere al centro proprio  ciò che umanamente sembra insignificante, mettere al centro quelle persone, quei luoghi  che agli degli uomini  non hanno valore; del resto   fu così pure per Nazareth anche essa sconosciuta e non menzionata nell’A.T. Un paese assolutamente al di fuori di ogni interesse politico o culturale o geografico. Ricordiamo: “da Nazareth può mai venire qualcosa di buono?”. Quindi proprio da questi luoghi sorge il messaggio più importante. E’ un modo da parte di Gesù risorto che parla per mezzo dello Spirito Alle chiese per  dire  di aprire gli occhi perché a volte, anzi sempre secondo la mentalità di Dio, il messaggio più importante vengono da quei luoghi o persone che sono apparentemente più insignificanti agli occhi degli uomini.

Abbiamo allora subito l’attributo di Gesù risorto. L’attributo di Gesù che parla (per ogni chiesa Gesù si da un attributo, titolo particolare): alla chiesa di Tiatira Gesù si definisce come  “Colui che ha gli occhi di fiamma e piedi simili al bronzo splendente”. E’ certo un’immagine simbolica. Gli occhi fiammeggianti, di fiamma  sono simbolo della conoscenza, gli occhi penetranti, che conoscono bene le cose come sono, Gesù è colui che conosce veramente tutto e tutti, conosce veramente le profondità del cuore, è lui che conosce veramente la vita della chiesa di Tiatira, al di la di quella che può essere l’apparenza o possono essere le circostanze esterne, lui sa bene cosa si muove nel cuore delle persone. Non solo.  I piedi di bronzo richiamano alla stabilità. Gesù è colui che è  stabile per sempre, che con la sua parola e risurrezione è al di la del tempo, al di la della storia perché  ha vinto la storia, ha vinto il tempo, è eternamente presente  colui che parla continuamente alle sue chiese, parla continuamente a tutti coloro che vogliono ascoltarlo.

E qui vediamo quali sono gli  attributi di questa  chiesa di Tiatira. Ha degli attributi molto belli. Troviamo infatti in questa approvazione di Gesù a questa chiesa dei termini molto importanti per tutto il nuovo testamento;  è ben approvata quindi da parte di Gesù. Testo: “Ap 2,19 Conosco le tue opere, la carità, la fede, il servizio e la costanza e so che le tue ultime opere sono migliori delle prime”.

Egli dice di essa è piena di amore, di fede e servizio soprattutto. Soffermiamoci su questi tre aspetti. Il termine amore è in greco agape in questo caso, termine molto ricco, estremamente pregnante, pieno di sfumature e di sfaccettature,  termine già visto nell’inno alla carità di S. Paolo, I Cor 13. In effetti il termine carità sminuisce il vero significato, sarebbe meglio tradurlo “Inno all’agape”. Se vogliamo dare una definizione   l’agape è l’amore di Dio, cioè quell’amore  disinteressato, che ama senza  aspettarsi  niente in cambio, è amore che ama anche sapendo di poter essere tradito, che l’oggetto dell’amore può anche voltargli le spalle,  ma non per questo quest’ amore si ferma ma anzi  è più forte di prima anche se non  troverà accoglienza dall’oggetto dell’amore.  La fede che è il mezzo principale attraverso il quale  noi possiamo entrare in comunione, in relazione  con Dio. Tutto il Vangelo di Giovanni è il Vangelo della fede, che ci dice che possiamo entrare in relazione con il Padre per mezzo di Gesù proprio perché abbiamo creduto  e crediamo  che Gesù è il Figlio di Dio. Si parla anche di servizio (termine greco usato diakonia da cui deriva il termine diacono), essa si caratterizza per il servizio. Allora la chiesa di Tiatira è veramente una bella chiesa. Una bella comunità cristiana, sconosciuta agli occhi del mondo, ma veramente meravigliosa perché ha in se tutti questi doni Quindi la comunità di Tiatira ha in se tanti doni, proprio quelli della vera comunità cristiana anche se essa è sconosciuta agli occhi del mondo. Essa ha tutti quei doni che una comunità cristiana, parrocchiale, religiosa dovrebbe avere: l’agape, la fede e il servizio.

Però anche ad essa sono mosse delle accuse da parte di Gesù il risorto, il vivente . E quali sono queste accuse? Testo: “Ap 2,20 Ma ho da rimproverarti che lasci fare a Gezabele, la donna che si dichiara profetessa e seduce i miei servi, insegnando a darsi alla prostituzione e a mangiare carni immolate agli idoli.

Ap 2,21 Io le ho dato tempo per convertirsi, ma lei non vuole convertirsi dalla sua prostituzione.

Ap 2,22 Ebbene, io getterò lei in un letto di dolore e coloro che commettono adulterio con lei in una grande tribolazione, se non si convertiranno dalle opere che ha loro insegnato”.

In questa città si da troppo spazio alla profetessa Gezabele che fa delle cose certamente non in linea con il messaggio evangelico. Chi è questa Geezabele? Noi già conosciamo questo nome. Nell’A.T. ella è un personaggio storico ben preciso e definito   e importante dal punto di visto negativo per la storia di Israele, nel I Libro dei Re. Era la moglie del re Acab. Essa ebbe grande importanza e un particolare ruolo per quanto concerne l’affare della la vigna di Nabot. Re Acab confinava con un uomo che aveva una bellissima vigna, chiese di comprarla, ma Nabot rifiutò; così Acab dietro consiglio di Gezabele lo ingannò e così lo eliminò e lo uccise, dopo di che gli rubò la vigna. Ricordiamo poi che il profeta Elia dietro il comando di Dio lo maledisse. Gezabele allora un personaggio negativo perché   lei fu colei  che portò Acab a  lasciare la vera fede  e andare verso il paganesimo, verso gli idoli e fu proprio lei a introdusse In Israele, nel popolo eletto  il culto al Baal: è un personaggio certamente negativo.

Quando nell’Apocalisse Gesù  parla in questa  profezia di questa profetessa Gezabele di chi parla?  Parla forse di una dottrina o di una persona, di un personaggio storico. Come tutte le città dell’asia minore in quel periodo Tiatira era città cosmopolita ove c’erano altri culti idolatraci, i culti pagani avevano grande spazio. Gesù sta dicendo una cosa importante: la comunità cristiana di Tiatira è minacciata dall’interno, dalla convivenza con questi culti idolatri pagani.  Allora il pericolo è che la comunità cristiana possa inserirsi in questi culti idolatraci che si fondavano sulla fornicazione. A Tiatira c’era un grande culto al dio Apollo, al dio sole  che presentava riti anche  orgiastici. Cosa dice Gesù accusando la città di Tiatira?  Che lui scruta.  Gesù scruta questa comunità, Gesù scruta il cuore, gli affetti, i pensieri  e i sentimenti. Leggiamo: “io sono Colui che scruta i reni e il cuore” (gli affetti nella mentalità ebraica si trovano nei reni – infatti per loro ogni parte del corpo è sede di una parte dell’anima – i reni sarebbero la sede degli affetti e il cuore la sede del pensiero, di ciò che è più profondo in noi )  e i pensieri degli uomini, e darò a ciascuno di voi secondo le sue opere”. Ap 2,23 Colpirò a morte i suoi figli e tutte le Chiese sapranno che io sono Colui che scruta gli affetti e i pensieri degli uomini, e darò a ciascuno di voi secondo le sue opere.

Gesù è colui che scruta e che retribuisce tutte le chiese. Questa è l’unica lettera in cui si parla di tutte le chiese. Questo messaggio ha allora un ruolo universale: per tutte le altre chiese, per tutta la chiesa.

Quindi Gesù esorta come tutte le chiese anche la chiesa di Tiatira. “v24 A quegli altri poi di Tiàtira che non seguono questa dottrina e che non hanno conosciuto le profondità di Satana – come le chiamano -, a voi io dico: non vi imporrò un altro peso,

Ap 2,25 ma quello che possedete tenetelo saldo fino a quando verrò”.

In questa esortazione Gesù dice che  non tutti hanno professato questa dottrina, di questo misterioso personaggio Gezabele e non avete conosciuto le profondità si satana”. Cosa significa? Gli studiosi hanno dato tante definizioni farebbe riferimento per alcuni  all’occultismo, cioè  entrare in contatto con la divinità attraverso la magia.  Ma questa espressione potrebbe fare riferimento ai culti di iniziazione di questi riti. Gesù dice esortando coloro che non si sono fatti contaminare da questi culti che Gesù  non vuole imporre altri pesi. Una cosa importante è detta: l’idolatria ora come all’epoca rende l’uomo schiavo, prigionieri, non liberi. Lui invece non ci da altri pesi se non uno, il giogo soave del Vangelo che libera, spezza le catene, che da la possibilità di vivere come uomini veri, uomini nuovi e liberi: questo è il peso di Gesù ci da. Il giogo soave del suo amore e della sua libertà. Quando ci sottoponiamo al giogo soave di cristo sperimentiamo la vera libertà. (Il giogo è un dispositivo, concepito fin dall’antichità per la trazione animale, che, applicato alla parte anteriore del corpo di uno o più animali da tiro, ne permette la sottomissione, l’attacco di una macchina e la manovra da parte di un operatore, posizionato posteriormente o a lato).

La promessa come per tutte le altre comunità al vs 26-27: “Ap 2,26 Al vincitore che custodisce sino alla fine le mie opere darò autorità sopra le nazioni: Ap 2,27 le governerà con scettro di ferro, come vasi di argilla si frantumeranno,  Ap 2,28 con la stessa autorità che ho ricevuto dal Padre mio; e a lui darò la stella del mattino”.

C’è riferimento al salmo n.2 messianico per eccellenza, in cui il Figlio, il Messia riceve dal Padre il potere sulle nazioni. Questa promessa è un modo per dirci  che chi rimarrà fedele fino alla fine a Gesù avrà la possibilità di regnare con lui, di essere come lui. La promessa si conclude con un’espressione  darò a lui la stella del mattino”.  Nel ‘A.T. la stella ha sempre un  significato messianico, nella prima profezia messianica di Giacobbe a Giuda appunto  ricordiamo viene promessa  questa stella che sorge dalla tenda di Giacobbe, segno del Messia. Quindi avere, ricevere la  stella del mattino  vuol dire avere in qualche modo le stesse prerogative di Gesù Cristo, ossia l’immortalità e la giustizia: sperimenterà l’immortalità. Chi rimarrà fedele a Gesù potrà sperimentare l’immortalità e la vita di giustizia.

Ma cosa dice a noi questa profezia, cosa dice lo Spirito a noi oggi? Forse non avremo le persecuzioni dall’esterno  come a Pergamo o a Smirne però forse viviamo la stessa situazione di Tiatira; probabilmente nel nostro tempo ci sono tante dottrine, modi di pensare subdoli che possono allontanare dalla vera fede. Allora qual è il modo per restare fedeli a Dio, a Gesù Cristo vivo, il vivente? Ciò sarà possibile attraverso 2 modi di vivere il Vangelo concreto:  con l’agape e la diakonia: l’amore e il servizio. Quando si vive nell’amore di donazione e nel servizio, certamente quando la comunità vive l’amore disinteressato, sia essa una parrocchia, un istituto religioso certamente essa vive la fedeltà e non c’è pericolo che qualche dottrina possa sviarci.

Alla chiesa di Sardi. Anche qui lo Spirito parla ad ognuno di noi e a da dirci delle cose molto importanti. Cosa è la città di sardi e quali sono le caratteristiche di questa città? L’inizio è uguale per tutte le chiese: “All’angelo della chiesa di sardi scrivi…”.  Questa città non era a quel tempo, in cui veniva scritta l’Apocalisse più una città famosa o centrale  ma lo era stata in passato, in  precedenza. Essa era legata alla storia di un re greco famoso per la sua ricchezza proverbiale. Per noi Sardi  è importante anche perché per la sua particolare posizione geografica era considerata una città inespugnabile, non era facile prenderla per come era arroccata, non era facile coglierla di sorpresa. Nonostante tutto ciò era avvenuto due volte nella sua storia. Fu presa due volte, nel 546 a.C. attraverso il re persiano Dario e un’altra volto nel 218 a.C. era riuscito ad espugnare questa cittadella Antioco II. Notiamo che  entrambe le volte ciò  avvenne di notte quando Sardi dormiva, i suoi abitanti dormivano. Infatti  i due Re non fecero alcuna fatica e non ci fu tanto spargimento di sangue perché la città fu colta di sorpresa. Non è un caso allora che in questa lettera Gesù dice “verrò come un ladro di notte”. Chi ascoltava questa lettera sapeva benissimo cosa volesse dire essere catturati d’improvviso nella notte, proprio come un ladro. Gesù utilizza proprio questa immagine per essere sicuro che noi capiamo cosa lui voglia dirci.

Gesù anche qui si manifesta con un duplice attributo, come “colui che ha  i sette spiriti di Dio e le sette stelle”. Sette ormai lo sappiamo  è il numero simbolico della pienezza nella Scrittura, la pienezza delle stelle e degli spiriti indica che Gesù che parla  ha autorità su tutte le Chiese, su tutta la chiesa.

Però  a Sardi Gesù muove un’accusa più pesante delle altre 7 lettere. Gesù dice in maniera estremamente lapidaria, ma proprio perché lapidaria—- Dice Gesù: “sembra che sei vivo ma in realtà sei morto”. Allora l’apparenza inganna. Tu sembri vivo, ma in realtà…è un messaggio terribile messo sulla bocca di Gesù risorto: sei morto. E’ la cosa più terribile. E’ la situazione più terribile, l’accusa peggiore  per un cristiano:  cioè quella di avere l’apparenza della buone opere, di essere un buon cristiano, di essere un santo ma in realtà dentro non c’è niente,  non c’è nessun frutto di santità, di conversione. Sembra quasi di ascoltare le parole di Gesù nel vangelo: “ciò che è invidiabile, desiderabile davanti agli uomini, davanti a Dio è disprezzabile.

Anche per la città  di  Sardi Gesù risorto ha un esortazione da fare: sii vigilante    e rinvigorisci ciò che rimane e sta per morire perché non ho trovato le tue opere perfette davanti al mio Dio. Ricordati come hai accolto la parola,  continua ad osservarla e ravvediti ……” . Quindi ci sono delle correzioni fondamentali che Gesù risorto  chiede alla chiesa di Sardi e perciò ad ognuno di noi e queste sono legate alla parola di Dio. Allora Gesù ci chiede vigilanza, accoglienza, ascolto e conservazione della Parola di Dio. Questo è l’impegno massimo  che ciascun battezzato deve avere, che ognuno di noi, ogni chiesa e comunità devono avere, mettere in pratica. Alla Parola di Dio dobbiamo essere ancorati perché è essa che ci salva.

A chi fa questo Gesù ha delle promesse: Dice Gesù: “Il vincitore sarà vestito di vesti bianche, non cancellerò il suo nome dal libro della vita, ma lo riconoscerò davanti al padre mio e davanti ai suoi angeli …”. Cosa sono le vesti bianche? Nell’apocalisse torna spesso questo termine, questa immagine delle vesti bianche. Le vesti bianche sono una immagine frequente nella Apocalisse. Si ritroverà soprattutto verso la fine. Per esempio si parla di coloro che sono invitati al banchetto di nozze dell’Agnello, appunto avranno le vesti bianche. Il bianco come già detto negli altri incontri è il colore della divinità, della santità. Quindi le vesti bianche indicano la conformità al regno celeste, al Regno di Dio. Chi ascolta la Parola di Dio è già dentro il Regno di Dio,  vive già  in conformità piena  con il Regno se  l’ascolta a la mette in pratica.

Vi è inoltre l’immagine molto bella e classica: non cancellerò il suo nome dal libro della vita…… . Nella mentalità giudaica del tempo si pensava che davanti a Dio ci fosse  un libro enorme, anzi due libri enormi ove Dio scriveva su di uno  le opere buone dell’uomo e sull’altro quelle cattive, malvagie e così facevano i romani ove scrivevano su dei libri il nome di ogni cittadino di Roma  con il suo censo e grado, stato  sociale. Giovanni riprende questa immagine e mette sulle labbra di Gesù risorto proprio questa espressione:non cancellerò il suo nome dal libro della vita……  e inoltre dice io confesserò il suo nome davanti al Padre mio e davanti agli angeli….”. allora così come il cristiano fedele che accoglie, ascolta  e mette in pratica la Parola di Dio confessa cioè testimonia con la sua vita la  fedeltà  al Padre e agli angeli e a Cristo, così allo stesso modo Gesù farà la stessa cosa, testimonierà,  confesserà bene di questi uomini fedeli, di queste comunità fedeli, di questi cristiani.

Allora qual è il messaggio per noi? Cosa dice a noi lo Spirito questa sera attraverso questa profezia? Innanzitutto un avvertimento: guai a chi appare ma non è, guai a chi cerca, crede  di apparire, che crede che quello che è importante sia apparire davanti agli altri buoni, bravi e santi,  ma poi non c’è niente dentro, dietro non c’è niente, guai a chi è tutto fumo e niente arrosto per dirla con un’immagine popolare, guai perché  l’accusa più dura è proprio verso questi cristiani. Allora quali sono le nostre opere?  Come possiamo vivere veramente ascoltando lo Spirito? Quali saranno le nostre opere? Ce lo dice Gesù: la nostra forza è nella Parola di Dio, quella Parola osservata, conservata, quella verso la quale noi ci apriamo,  che vede verso di lei la nostra apertura, permettiamo che essa germogli in noi.  Quando facciamo questo noi viviamo la coerenza, quando quello che diciamo di essere coincide con quello che siamo e allora il nostro nome sarà sulla bocca di Gesù che parlerà bene di noi davanti al Padre suo e agli angeli   e nessuno potrà cancellare questo nome dal libro della vita.